Una breve riflessione sull’Ospedale della Piana che sorgerà a Palmi.

28 novembre 2022

Una breve riflessione sull’Ospedale della Piana che sorgerà a Palmi.

Ritengo che sull’Ospedale della Piana in tutti questi anni siano stati commessi gravi errori.

Insopportabile è stata l’assenza di certa politica e la demagogia di altra.

Apprezzabile e meritoria, invece, la tenacia con la quale nel tempo cittadini singoli e/o associati si sono battuti per mantenere alta l’attenzione e per fornire una adeguata informazione tecnica sullo stato dell’arte e sopperire all’assenza delle Istituzioni.

Hanno fatto ciò che hanno potuto e, non ho dubbi, continueranno a farlo.

Non vi è dubbio che nella vicenda che ci occupa, riguardante la realizzazione di un’opera sanitaria, la corretta informazione dei cittadini rivesta un ruolo fondamentale.

Infatti, ci troviamo davanti ad un’opera incompiuta (forse sarebbe più corretto dire mai iniziata) da oltre un decennio che va ad aggravare la già drammatica ed allarmante situazione sanitaria nella Piana di Gioia Tauro.

Indi, in un contesto così delineato, l’informazione e la comunicazione occupano una posizione preminente proprio per l’elevato allarme sociale che è scaturito dal trascorrere di questo lungo lasso di tempo.

Un’opera fondamentale che, però, non merita faziosità o goffi tentativi di imboscate politiche (poco credibili), perpetrate da chi sino ad oggi è rimasto a guardare.

Ne vale della credibilità di tutti gli attori protagonisti e del futuro del nostro territorio.

Allora è importante che i cittadini ricevano una informazione libera da condizionamenti politici, da personalismi, da ambizioni politiche personali e quanto più possibile oggettiva, tecnica, documentale e documentabile.

Soltanto in questo modo, i membri della nostra comunità verrebbero messi nelle reali condizioni di esercitare quel controllo che la legge gli riconosce quale prerogativa e comprendere bene chi degli addetti ai lavori (politica compresa) ha adempiuto e adempie appieno ai propri doveri, chi non lo ha fatto e chi lo sta facendo, chi intende fare della vita pubblica un palcoscenico e chi somministra notizie fuorvianti.

L’obiettivo di questa breve riflessione è proprio questo, fare chiarezza sullo stato dell’arte dell’opera costruenda.

Ovviamente, su quanto da me qui appresso proposto, sono disponibilissimo al confronto ed a ricevere smentite, soltanto, però, se documentabili.

A che punto è l’iter che involve il nuovo ospedale della Piana con sede a Palmi?

  1. Sta per essere definita la progettazione esecutiva per la risoluzione delle interferenze.

Vale la pena ricordare che il relativo iter è stato avviato nel lontano 2017 e lì è rimasto a sonnecchiare per anni in attesa che qualcuno, il Consigliere Regionale Giuseppe Mattiani, affrontasse con decisione la questione e riprendesse materialmente le redini del procedimento e lo conducesse a compimento in breve tempo.

Un procedimento che giaceva tra le scrivanie ministeriali da anni.

Anni nei quali la politica è risultata la grande assente.

Si poteva agire prima, perché non si è fatto?

Oggi si attende la definizione della progettazione esecutiva e dopo verranno celermente consegnati i lavori che dovranno concludersi ed essere collaudati entro il termine di 150 giorni, mentre entro i successivi 30 giorni verrà rimossa la tratta aerea ed entrerà in esercizio la tratta interrata.

Il termine di durata dei lavori, 150 giorni, è un termine massimo contrattuale, ma ciò non toglie che trattandosi di poche centinaia di metri di intervento Terna ritengo saprà procedere con assoluta celerità.

La società lo ha già assicurato, sia nel corso dell’incontro avvenuto in presenza del Consigliere Regionale Mattiani presso la sede di Napoli a luglio 2022, sia durante i recentissimi contatti avuti con il predetto.

Aggiungasi, che se anche l’iter progettuale del costruendo Ospedale della Piana dovesse portare ad una consegna dei lavori di costruzione prima della conclusione dei lavori di rimozione degli elettrodotti o contestualmente ad essi, si tratterebbe di attività esecutive contemporaneamente eseguibili sul sito.

Quindi, non sussiste, nell’ipotesi, alcun allarme o problema sulla ipotetica durata dei lavori per la risoluzione delle interferenze, trattandosi di procedimento parallelo che per nulla inciderebbe sull’esecuzione dei lavori di costruzione della struttura sanitaria.

Questa è la verità.

  1. Stanno per concludersi alcune fasi-prescrizioni scaturite dalla conferenza dei servizi indetta per l’approvazione del progetto definitivo. Ma quali sono?

Oltre alla risoluzione delle interferenze, vi sono una serie di prescrizioni da rispettare e adempiere.

  1. Indagini ambientali

In esito alle indagini ambientali effettuate per la redazione del piano di gestione delle terre e rocce di scavo, è stato accertato il diffuso superamento dei valori di soglia di talune componenti del suolo rispetto ai limiti fissati dalla Tabella A del Codice dell’Ambiente.

Preso atto delle suddette risultanze, la Regione Calabria ha trasmesso agli Enti interessati la comunicazione ai sensi dell’art. 245, c. 2, del D. Lgs. n. 152/2006 ed ha richiesto al Concessionario di predisporre un piano di caratterizzazione, da approvare in Conferenza di Servizi, ai sensi dell’art. 242, c. 3, del D. Lgs. n. 152/2006, da promuovere a cura del Comune di Palmi.

Nel mese di dicembre 2021, il Comune di Palmi ha indetto la Conferenza di Servizi di caratterizzazione ambientale; nel corso della prima seduta della Conferenza, tenutasi in data 4 gennaio 2022, i progettisti del Concessionario hanno illustrato i contenuti del piano di caratterizzazione, che ha previsto l’esecuzione di sondaggi, prelievo di campioni, prove di permeabilità, installazione di piezometri ed analisi di laboratorio.

Il suddetto piano è stato approvato, in linea tecnica, nella seconda seduta della Conferenza del 14 gennaio 2022 e, definitivamente, con successivo Decreto Dirigenziale n. 4428 del 21/04/2022 unitamente alla “Perizia di variante” per l’esecuzione dello stesso.

Le attività in sito ed in laboratorio sono state ultimate nello scorso mese di settembre; il Concessionario ha formalmente trasmesso i risultati delle prove e delle indagini alla Regione Calabria e l’ARPACAL ha effettuato la validazione dei risultati.

Nel corso della terza seduta della Conferenza di Servizi dell’8 novembre 2022, si è preso atto della relazione finale di interpretazione delle indagini predisposta dal Concessionario, che conferma la presenza diffusa di superamenti di vanadio, berillio, cobalto e rame all’interno dell’area ospedaliera e nei punti esterni all’area indagati.

Per tale ragione, al fine di individuare le possibili cause dei superamenti rilevati e di valutare se siano riferibili a processi naturali connessi al tenore di fondo del comparto geologico e geomorfologico in cui ricade l’area ospedaliera, la Regione Calabria ha richiesto supporto ad ISPRA nell’elaborazione dei dati delle indagini e delle prove effettuate, al fine di poter disporre di un quadro di riferimento affidabile per le successive determinazioni della Conferenza di Servizi in ordine alla gestione delle terre e delle rocce da scavo.

Siamo in attesa della conclusione di questa fase.

Anche in questo caso si è trattato di un procedimento che non ho paura a definire tardivo, stante i lunghi anni trascorsi.

Dovrebbero sapere gli addetti ai lavori che la gestione delle terre e rocce di scavo sono indagini progettuali che potevano essere affrontate per tempo, almeno (e mi limito ad almeno…) già dalla conclusione della conferenza dei servizi indetta per l’approvazione del progetto definitivo.

Invece, anche su siffatto adempimento, vi è stata una sottovalutazione generale che, oggi, dovrebbe consigliare almeno il silenzio a chi avrebbe potuto fare e non ha fatto.

Anche in questo caso, forse la politica era un po’ distratta, colpevolmente distratta.

E se oggi si sta procedendo con grande determinazione, giorno dopo giorno, è grazie a chi ha acceso i riflettori sulla prescrizione di cui alla conferenza dei servizi, partecipando finanche alla consegna dei lavori di cui al piano di caratterizzazione ambientale.

Questo è il livello di attenzione.

Un Consigliere Regionale Palmese che sta facendo di tutto per annullare ulteriori potenziali ritardi.

Anche su siffatto aspetto si attendono smentite, documentabili.

  1. Sulla nomina del PID

Inoltre, è necessario che il Comune di Palmi, ove non lo avesse ancora fatto (e dubito che lo abbia fatto…), proceda celermente con la nomina del PID.

Infatti, all’esito della conferenza dei servizi indetta per l’approvazione del progetto definitivo del Nuovo Ospedale della Piana con sede a Palmi, il Dipartimento Agricoltura e Risorse Agroalimentari si è espresso favorevolmente, ma ha richiesto ai fini istruttori una serie di adempimenti di legge necessari per avviare l’iter amministrativo della disciplina recata dalla Legge n. 1766/1927 recante “.. il riordinamento degli usi civici…” e dal Regolamento di Attuazione n. 332/1928 recante “Regolamento per l’esecuzione della legge n. 1766/1927 sugli usi civici”, pertinente la ricognizione per gli usi civici ed ottenere, così, il parere definitivo, vincolante per la fase esecutiva.

Non si può attendere ancora!

  1. Sulle varianti progettuali

Quanto, poi, alle ulteriori varianti progettuali, va detto che le analisi geotecniche e sismiche dell’area ospedaliera hanno determinato la necessità di variare, per l’appunto, la configurazione di cui al progetto preliminare.

Queste sono le prescrizioni che si stanno portando a termine e che introdurranno, una volta adempiute, l’iter nella progettazione esecutiva nei termini di cui si è detto.

  1. Ulteriori osservazioni personali su alcune proposte che reputo non praticabili
  2. Sulla progettazione esecutiva.

Ai sensi del contratto di concessione, il concessionario, una volta approvato il progetto definitivo dovrà entro i successivi 80 giorno provvedere a redigere il progetto esecutivo.

E’ già previsto dalla medesima convenzione che ciò possa avvenire per stralci di esecutivo.

Nulla di nuovo, quindi.

E’ impegno della Regione Calabria, così come già avvenuto per la realizzazione di altre infrastrutture sanitarie, procedere in tal senso.

-          Ma perché non si può già procedere alla redazione del progetto esecutivo se non dopo l’approvazione del progetto definitivo?

Semplicemente per questioni tecniche.

Il progetto esecutivo rappresenta il terzo livello di progettazione (studio di fattibilità tecnica ed economia, ex progetto preliminare, progettazione definitiva e progettazione esecutiva).

Trattasi di progetto redatto in conformità al progetto definitivo, che determina in ogni dettaglio i lavori da realizzare e il relativo costo previsto e deve essere sviluppato ad un livello di definizione tale da consentire che ogni elemento sia identificabile in forma, tipologia, qualità, dimensione e prezzo.

Costituisce, praticamente, l’ingegnerizzazione di tutte le lavorazioni e definisce compiutamente ed in ogni particolare architettonico, strutturale ed impiantistico l’intervento da realizzare; restano esclusi soltanto i piani operativi di cantiere, i piani di approvvigionamenti, nonché i calcoli e i grafici relativi alle opere provvisionali.

Proprio perché costituisce un livello progettuale redatto in conformità al definitivo, non può essere redatto prima di quest’ultimo.

Specie nella condizione progettuale in cui si trova il progetto definitivo dell’Ospedale della Piana, caratterizzato da una serie di prescrizioni non ancora definite e definitive.

 Sull’aggiornamento del PEF

Sarà necessario avviare la procedura di aggiornamento del piano economico e finanziario che i ritardi accumulati nel tempo rende necessaria.

Ma cos’è il PEF?

L’Ospedale della Piana verrà realizzato in forza di apposito contratto di concessione.

La concessione è un contratto a titolo oneroso che ha per oggetto l’affidamento, da parte della stazione appaltante, della esecuzione di lavori o della fornitura e gestione di servizi in cui il concessionario ricava il corrispettivo ad esso spettante per l’esecuzione del contratto esercitando il diritto a gestire le opere o i servizi e a trattenere i ricavi della gestione, assumendosi i rischi connessi a tale gestione.

La concessione sia di lavori pubblici che di servizi, si caratterizza pertanto per un dato: la remunerazione degli investimenti compiuti dall’operatore economico privato e delle prestazioni rese nell’esecuzione della concessione è costituita dal diritto di gestire funzionalmente ed economicamente il servizio (o i servizi) erogati attraverso le opere pubbliche realizzate.

Il rischio assunto dal concessionario si valuta proprio intorno alla aleatorietà della domanda di prestazioni poiché l’errore di valutazione del livello di domanda attendibile evidentemente condiziona la remuneratività dell’investimento e misura la validità imprenditoriale dell’iniziativa economica.

Si tratta, come noto, di una tipologia di rischio imprenditoriale diversa da quella riscontrabile nel contratto di appalto (di lavori, servizi o forniture), proprio perché entra in giuoco un elemento imponderabile (cioè la domanda di prestazioni per quel servizio pubblico, non determinabile a priori); elemento che nell’appalto non compare.

In questo quadro il piano economico finanziario ha la funzione di garantire l’equilibrio economico e finanziario dell’iniziativa (ossia la «contemporanea presenza delle condizioni di convenienza economica e sostenibilità finanziaria») attraverso la «corretta allocazione dei rischi» (art. 165, comma 2, cit.; corretta allocazione che può eventualmente essere temperata da un intervento finanziario posto a carico dell’amministrazione concedente), lungo tutto l’arco temporale della gestione.

Indi, come detto, trattandosi di contratto di concessione, a causa dei ritardi rimediati ed essendo ancora in corso attività progettuali e, precipuamente, la redazione di importanti varianti progettuali, il nuovo P.E.F. non potrà essere redatto prima della definizione di quanto sopra.

Soltanto a quel punto si avrà un quadro definitivo.

 Sui poteri straordinari e di protezione civile

Anche in questo caso, la politica arriva in netto ritardo.

Non si comprende bene se per mancata comprensione dello stato dell’arte o perché limita la propria attività a meri slogan propagandistici.

Si tratta di soluzioni, a mio personale e modesto parere, oggi poco praticabili anche a livello legislativo e che avrebbero avuto un senso anni or sono.

Una simile evenienza oggi rischierebbe, paradossalmente, di determinare ricadute dannose sull’iter in corso.

In primo luogo, il procedimento sta per concludersi, in ritardo per un passato gravoso, ma sta per concludersi, grazie all’impegno costante di questi mesi.

In secondo luogo, siamo in presenza di un contratto di concessione, con un concessionario contrattualizzato e, quindi, l’esercizio di poteri “straordinari” (spesso si invoca impropriamente la fattispecie del Ponte Morandi) andrebbe a colpire e potenzialmente violare specifici obblighi contrattuali che sottoporrebbero l’iter ad un rischio di contenzioso milionario.

Ciò inevitabilmente bloccherebbe quanto, invece, è stato finalmente sbloccato.

Stando così le cose, auspico che tutti gli attori protagonisti e i rappresentanti Istituzionali collaborino davvero tra di loro, inizino a fare squadra nell’interesse collettivo e forniscano una informazione quanto più libera possibile.

Si lascino per strada gli avvelenatori politici che cercano costantemente di coltivare divisioni incomprensibili e dannose.

Attendiamo un’opera così importante da troppo tempo e lo stato delle cose non ammette tentativi di strumentalizzazione, di denigrazione o, peggio ancora, di condurre battaglie politiche aventi quale unico scopo l’orizzonte elettorale.

Si lavori tutti insieme, abbandonando i personalismi e per un unico obiettivo: la realizzazione dell’opera.

Avv. Pasquale Saffioti

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